“Bessa, l’oro di Eporedia” 

domenica 22 maggio 2022 orario 09,30/12,30 ca – prenotazioni entro il 19/05/2022- 

Date dei prossimi tours:
Il tour è sempre disponibile su richiesta, per coppie o piccoli gruppi

  • Tour con due tappe – si conferma con minimo partecipanti adulti paganti
  • TARIFFE : Adulti € 23,00 – bimbi fino a 8 anni: gratis / ragazzi 09-15 anni € 10,00 comprensive di tour – dotazioni auricolari
  • trasferimenti  a carico dei partecipanti
  • Incontro ore 09,30 a VERMOGNO -presso centro Visite Parco della Bessa – via dei Monti 73 (subito dopo Vittimula – il parco dei cercatori d’oro)
  • H.11,00 trasferimento nel sito di MONGRANDO 

Un pomeriggio in compagnia dell’archeologa Lorenza Boni sul giacimento aurifero della Bessa citata già da Strabone (64/63 a.C. – 21 d.C.) e da Plinio il Vecchio (23 d.C.-79 d.C.)- le aurifodine romane – la più grande miniera d’oro a cielo aperto di età romana repubblicana, sottratta nel 143 a.C. ai celti Ictumuli . Da qui il territorio entra nella storia, ancor prima della fondazione di Eporedia avvenuta nel 100 a.C. proprio per gestire le aurifodine. Misteriosa, organizzata, estesa, attiva fino alla fine del secolo scorso….torneremo ai tempi dei romani per capire come era organizzato questo misterioso sito fortemente rimaneggiato e in parte interrato , in funzione del  lavoro originario minuzioso di setaccio e lavaggio del complesso sedimento per liberare le pagliuzze o le preziose pepite a ridosso dei fiumi Viona e Elvo, e comprendere la società tribale e romana che nel I sec D.C. popolava la zona.

Il pomeriggio si articola in DUE punti visita-

1) partiremo dalla BESSA classica, a Vermogno (Zubiena) con il Sentiero degli enigmatici “Ciapei Parfundà ” : un percorso ad anello per tutti che attraversa i cumuli di pietre su una pedana in legno. L’itinerario si snoda lungo i canali dell’antica miniera in un paesaggio irreale, quasi lunare, raggiungendo i fondi di capanna scavati nei cumuli dove sono stati trovati utensili e oggetti appartenuti ai minatori. – Percorso facile, ma sono necessarie scarponcini da trekking  se possibile a collo alto per salire sugli accumuli, con la suola antiscivolo,  e bastoncini da trekking di sostegno.

2) trasferimento alla Bessa di Mongrando – con i propri mezzi  , la più selvaggia, per raggiungere il cosiddetto “Castelliere”, un intrigante enigma archeologico di origine preromanica scoperto nel 1963 e oggetto di studi e di interventi archeologici, che hanno portato a varie ipotesi  sulla sua origine e sulla sua funzione. Tali studi sono culminati nel 2005 in un intervento dell’Ente di gestione Aree Protette Baragge-Bessa-Brich in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica del Piemonte che hanno studiato e reso visitabile il sito, a cui ha partecipato l’Archeologa Boni.